It seems that half world has not yet realized that a new war has been declared by the arab and Islamic nations against Israel. This war is aimed to the total destruction of the Jewish state. Let’s not forget that this time these nations’ regimes have the atomic bomb and that they might launch it sooner than we expect. Israel is at war, a war he has never sought. But now, Mr. Olmert, you’re facing a choice that could have important consequences: either you act or Israel faces another Holocaust, this time with Islamic nations assaulting it with chemical weapons. Of course, so far israel has wisely decided to defend itself. But, this defense, Mr. Olmert, must not be restrained. No, it must be STRONG. It has to ignore the European fools’ and U.N.’s cries of outrage, because the fate of the Jews of Israel is at stake. No restraint: Israel has to go ahead until Hebzollah, Hamas, the Fatah, Islamic Jihad, etc, are destroyed once for all. I’m sure that, like the previous wars the arab and islamic nations declared against Israel, they will lose this war too. But at the end of this war there should be no more Hezbollah, Hamas,Islamic Jihad, etc. The true peace, Mr. Olmert, passes through the use of unrestrained strenght as a response to this new declaration of war. Olmert, please do it for the survival of Israel and the rescue of the Jews. And do it also for the world peace and a better future even for the Arab populations who sooner or later will want to get rid of the monsters.

Israel does the right thing: destroys Palestinian Hamas “foreign ministry” 

U.S. vetoes U.N. anti-Israel resolution

Gli Usa intervengono per bloccare una ennesima risoluzione anti-israeliana presentata dai regimi dittatoriali arabi all’Onu

US: Syria, Iran behind kidnapping in north .No doubt about that.

The war on terror’s new front: Kashmir. Al Qaeda surfaces in Kashmir 

It’s official: 200 killed in the Mumbai train bombings

200 le vittime degli attentati terroristici di Bombay

Canadian Coalition for Democracies stands with India against terror attacks in Mumbai and Kashmir

L’Italia che perdona troppo facilmente i terroristi, che addirittura ce li porta in Parlamento con la pretesa di rappresentarci. L’Italia che abbandona le vittime del terrorismo a se stesse, questa Italia mi fa schifo. Da Lisistrata: D’ELIA L’EX TERRORISTA HA VINTO: RESTA AL SUO POSTO

   

Nidra Poller: High-Struttin’, Head-Buttin’ France  .What do France’s anti Iraq-war stance and World Cup flame-out have in common?

My post at Publius Pundit. As usual, the envy-led commenters sanctioned violence by defending Zidane’s behavior. One more proof of how France does not accept sport defeats: Zidane’s Act of Vile Cowardice 

Chinese blogger Hao Wu has been released 

And in Saudi Arabia, blog Saudi Jeans has been blocked 

Constitutional Court Chairman Warns Against Granting Putin Absolute Power

Insatisfacción e Indignación de Médicos, Enfermeras y Técnicos de la Salud en Guantánamo, Cuba.Para leer la noticia, clicar aquì 

Independent libraries inaugurated in Cuba 

Regulación de la ayuda humanitaria para que no caiga en manos de los colaboracionistas del Consejo de Iglesias de Cuba. Haga click aquì 

The communist regime in Cuba arrests another dissident, member of the Cuban National Commission. My good friend Carlos Serpa Maceira tells this story to Radio Martì here.

Arrestan en La  Habana al Presidente de la Comisión Nacional Cuba. El patriota Carlos Serpa Maceira nos dà la informaciòn via Radio Martì aquì   

RECORDANDO EL MONSTRUOSO HUNDIMIENTO DEL REMOLCADOR ” 13 DE MARZO “. UN ABOMINABLE CRÍMEN QUE TODAVÍA SIGUE IMPUNE

    

Amnesty International: The Sinking of the”13 de Marzo”Tugboat on 13 July 1994 

Amnistia Internacional: El hundimiento del remolcador «13 de Marzo» el 13 de julio de 1994 

July 13th also marks the first anniversary of the new repressive wave by Castro against peaceful dissidents. All begun with the arrest of peaceful freedom fighters who were commemorating the brutal murder of Cuban rafters by the regime on that day in 1994. On July 13, 2005, some freedom fighters took to the streets to peacefully demand justice. Some were relatives and friends of that tragedy. After distributing leaflets to the people and launching flowers in the see at the Havana’s Malecon seaside, a mob of Castroite paramilitary militias started their “act of repudiation” by beating the freedom fighters, insulting them and shouting pro-Castro slogans. It’s to note that the mob was made up of plainclothes agents of the communist militias,the communist party and the political police. NO ONE belongs to the suffering Cuban people. Since then, acts of repudiation and repression against peaceful dissidents are a daily event. Yet, the more repression, the more strenght the dissident movements gain and the more popular they become, as even their neighbors offer them solidarity and refuse to participate in the acts of repudiation. Please, See the video of the peaceful demonstration I spoke about above, and the following repression by the mob. The new repressive wave followed the decision, by the European Union with pressure from Zapatero’s Spain, to suspend the sanctions against Castro and strenghten “dialogue” with it, whose results has been disastrous for the freedom-loving Cuban people.

11 Responses to

  1. Ari, Get Your Gun

    Like many people so far away, I’m scouring the web for updates and analyses. Here are five worthies:

    Stefania (an Italian friend of Israel)….

  2. Mike H. says:

    Stefania, aim your comments at the U.S. so they will help Israel instead of playing politics. I think that Israel knows what they need to do, but I’m not so sure about us.

  3. freethoughts says:

    Mike H: Yes, I know that Israel knows what they need to do and so far they are doing the right thing.

    Mine is a sort of recomendation to go ahead until terror is defeated. I will post a comment aimed to the Europeans. So far, the U.S. are the only Western country standing with Israel.

  4. Mi dispiace ma su D’Elia discordo nella maniera più assoluta. E’ semmai l’esempio di un uomo che ha sbagliato (e tanto), ha pagato e ora figura tra i più grandi promotori di diritti umani *nel mondo*.
    E’ tra i pochi casi di giustizia che ha funzionato e lo vogliamo mettere a tacere? Mi risulta che i Riformatori Liberali lo abbiano difeso strenuamente (Mellini ha scritto una fantastica lettera aperta a riguardo) e in contemporanea la CdL abbia fatto una pessima figura, con tanto di ritiro della mozione. Ragionando con la logica del marchio a fuoco e strumentalizzando le vittime si va a creare la giustizia liberticida.

  5. freethoughts says:

    Ho conoscenti che sono sopravvissuti al terrorismo di D’Elia, perciò non riesco a vedere questo personaggio in parlamento. Certo, la condanna l’ha scontata e poteva anche starsene libero, ma non in Parlamento!

    Sono simpatizzante dei RL per le idee sull’economia e sulla politica estera, ma sono in disaccordo sulle amnistie varie.

  6. Lisistrata says:

    Caro Andrea Balestri, rispetto il tuo punto di vista, ma credo tu non abbia avuto la possibilità di approfondire bene la situazione ed il problema, per cui ti sei formato un’idea parziale della questione.

    Prima di tutto il signor D’Elia è stato un “pentito” solo perché arrestato, non si è consegnato da solo pentendosi e per alleggerire la sua posizione ha denunciato i vecchi “compagni di nefandezze” e questo già classifica l’individuo.

    Secondo lui non ha scontato appieno la sua condanna, ma alla fine in carcere c’è stato solo 6 anni e gli altri affidato ai radicali per attività sociali, che ha subito messo in piedi.
    Fondare nessuno tocchi caino, è la dimostrazione che non è un vero pentito, perché se lo fosse veramente stato, avrebbe dedicato il suo tempo a fondare nessuno si permetta più di toccare abele, che è stato e rimane la vera vittima.
    Solo chi ha avuto vittime in casa potrebbe essere ritenuto meritevole se avesse fondato nessuno tocchi caino, in questo caso sarebbe stato una persona superiore dal punto di vista etico, lui ha dimostrato di essere ancora la feccia che era.

    Se tu scambi un interesse di parte, perché per nessuno tocchi caino, è partito dalle sue priorità, come sempre, ti sbagli di grosso e i tuoi valori sono leggermente scombinati.

    Il D’Elia non ha mai avvicinato le vittime del suo gruppo e non ha mai cercato di capire se a queste vittime si poteva dare qualcosa., anche poco, magari un soccorso morale.
    Io posso dirlo, perchè sono una di quelle vittime che ha pagato per oltre 20 anni i danni che la gentaglia come lui mi ha fatto e chi peggio di me ha perso una persona cara, è stato condannato dal d’Elia e dai suoi compagni all’ergastolo della sofferenza affettiva e non a miserabili 6 anni di cui il resto alla grande, quasi da eroe.

    Concordo solo sul fatto che lui abbia il diritto di ricominciare, dopo aver pagato i debiti, ma a parte il fatto che lui non li ha pagati, se avesse ricominciato andando a lavorare come tutti gli altri, poco importava, era giusto, ma ha ricominciato entrando a gamba tesa nella morale e nella vita degli altri.

    Ora in parlamento non si limita a stare seduto e votare sul sì o sul no alle leggi, ma fa parte della segreteria della presidenza, il che significa che ha un potere enorme sulla mia vita, sulle mie scelte ed anche sulle tue ed io questo proprio non posso riconoscerglielo come diritto, perché ha ancora una volta dimostrato la sua arroganza, presunzione e vigliaccheria e se tu avrai il coraggio di approfondire il problema capirai che lui fa proprio schifo e l’Italia che gli ha dato questa possibilità è al suo livello.

  7. Desmond says:

    How does one “defeat terror”? And why is the US the only country to stand with Israel?

  8. Purtroppo so di rispondere troppo tardi e probabilmente invano… La scusa per cui “caino” non sarebbe un’organizzazione per la difesa dei diritti umani è paradossale e indica che non siete minimamente a conoscenza delle sue attività. Oppure forse (ma non mi pare proprio, dal blog di Stefania e dalle sue attività al fianco dei dissidenti persiani) ve ne sbattete delle migliaia di vittime dei regimi totalitari che D’Elia e colleghi sono riusciti a ridurre tramite il proprio attivismo (e vi invito a documentarvi sulla moratoria della pena capitale e sui traguardi dell’organizzazione). E’ anche assurdo il ragionamento in sé per cui lottare per una giustizia giusta e quindi contro la pena capitale è meno valoroso che garantire i diritti delle vittime (come se ciò non fosse compreso già). E’ questa quindi la nostra principale differenza di opinione.
    Per quanto riguarda il rapporto con le vittime, D’Elia ha espresso il desiderio di poterle incontrare, ma in privato, a differenza di chi ne ha approfittato compiendo ciò platealmente.

  9. freethoughts says:

    Andrea, su questo la pensiamo diversamente.

    E’ giusto discuterne in maniera civile, perchè sono argomenti troppo delicati.

    Ben venga la tua opinione, che è legittima, anche se non condividerla è altrettanto legittima.

    Proprio perchè ci vuole giustizia giusta (che in italia manca), chi ha fatto il terrorista ed ha pagato già, può anche farsi una nuova vita, ma non in parlamento, perchè ci sono persone che la giustizia ancora non l’hanno vista, e mi riferisco anche a persone che conosco che hanno rischiato di morire per mano del gruppo terrorista capeggiato allora dall’Elia.

    E’ una mia personalissima opinione dire che io sto dalla parte di Abele, perchè in Italia Caino è super-protetto, mentre ad Abele gli danno sempre il calcio nel sedere.

  10. freethoughts says:

    A volte bisognerebbe mettersi nei panni delle vittime. E non credo che le vittime vogliano incontrare D’Elia.

    Nessuno Tocchi caino, tra l’altro , non mi pare che si occupi delle vittime, ma solo di salvare i carnefici.

    Sono contro la pena di morte, non mi fraintendere. Ma ci vorrebbe anche un’associazione tipo Nessuno Tocchi Abele.

    La giustizia giusta non si dimentica delle vittime del terrorismo.

  11. Lisistrata says:

    Caro Andrea, non è mai troppo tardi, mia madre diceva che solo alla morte non c’è rimedio quindi….. una controrisposta veloce:
    primo – non discuto l’associazione e i suoi obiettivi, discuto lui e le scelte che ha fatto dando priorità a questa forma di distinzione sociale, come se questo bastasse per dargli la patente di “brava persona” cosa che non era e non è.
    Affidare a lui un pezzo così importante del parlamento italiano, è come affidare a un pedofilo, quando è uscito di galera, dei bambini da curare.

    secondo – se voleva incontrare le vittime in privato, poteva farlo, ma evidentemente non era una sua priorità, ora è tardi e non gli crede più nessuno, le vittime men che meno perché sanno bene quali sono le vere priorità e quali quelle false, il suo desiderio è “peloso” altrimenti avrebbe fatto le azioni per realizzarlo.
    A me dai suoii ex compagni di “baldorie” che non hanno esitato a rovinare la mia vita e per uscire prima e possibilmente indenni dal carcere hanno barattato la loro integrità di “onesti terroristi” vendendosi per 4 denari i compagni, non ho mai ricevuto nemmeno una lettera o gli auguri di natale, ma io non ho fatto casino pubblico, solo che vederlo novello padreterno, investito di una carica così importante, è un pugno nel mio stomaco e della mia famiglia, ogni giorno che scende in terra.

    Da come tu ragioni posso pensare che forse se uno diventa miliardario sfruttando il lavoro degli altri, se fa beneficenza, allora è legittimato e lo ai assolve. IO PENSO DI NO! I meriti e le demeriti non sono un calcolo matematico, non si elidono a vicenda.
    Più uno meno uno fa zero. Qui più uno, meno uno, continua a fare più uno e meno uno.

    terzo -sono anch’io contro la pena di morte, ma con dei distinguo: un pluriassassino, seviziatore e violentatore di bambini, solo per fare un esempio, come quello definito il mostro di “Marcinelle” o il Renato Bilancia ligure che ha assassinato 12 donne, non possono essere condannati a 20 anni, visto che l’ergastolo non lo si da più a nessuno.

    Credo che la società abbia il diritto e il dovere di liberarsi delle sue patologie, perché in alcuni casi, che siano accertati con sicurezza, come in questi due esempi, un soggetto non recuperabile è come un cancro in metastasi: si opera. Non per vendetta, ma per mantenere sano quel poco che ancora resta in vita.

    Buon proseguimento.

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