Chavez finanzia il terrorismo‏

Crisi in America Latina, esposte prove contro Chavez – Ecco chi arma le Farc

di Dimitri Buffa

Il “computador” di Raul Reyes (in realtà i computer sarebbero quattro),
uno dei capi delle Farc ucciso dalle teste di cuoio di Alvaro Uribe
insieme ad altri sedici guerriglieri il primo marzo scorso, continua a
tirare fuori cose molto compromettenti per i presidenti di Ecuador e
Venezuela, Rafael Correa e Hugo Chavez. Ieri infatti le autorità
colombiane hanno mostrato ai giornalisti le prove che le Farc stavano
acquistando materiale radioattivo probabilmente per dotare i terroristi
narco-trafficanti della cosiddetta “bomba sporca”. Magari da usare senza
pietà contro inermi cittadini colombiani. Ma sempre ieri le prime truppe
mandate dal caudillo di Caracas hanno anche iniziato ad ammassarsi ai
confini con la Colombia, proprio in quell’area che le Farc considerano
come casa propria. Mentre la battaglia diplomatica, sempre che non ce ne
sia una incombente in armi, si trasferirà presto alle Nazioni Unite.
Luogo in cui Uribe ha intenzione di fare convocare tanto Chavez quanto
Correa per “complicità in genocidio”. In tutto questo brilla per il
proprio silenzio l’Europa, mentre la Spagna, per ovvi motivi di cattive
coscienze post coloniali, da giorni è attivamente impegnata nel
tentativo di riavviare il dialogo almeno tra Colombia ed Ecuador, dopo
lo sconfinamento delle teste di cuoio di Bogotà in territorio ecuadoregno.

Lo ha affermato il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, spiegando da Cordoba, città del regno che per sette secoli fu islamico-andaluso nel Sud della Spagna, di aver avuto un colloquio telefonico con la collega dell’Ecuador, Maria Isabel Salvador, e che lunedì scorso aveva parlato anche con l’omologo colombiano, Fernando Araujo. Più difficile appare l’opera di ricucitura diplomatica con Caracas: dai quattro computer sequestrati ai guerriglieri è proprio Chavez quello ad uscirne peggio. Infatti mentre per il presidente ecuadoregno le evidenze raccolte nelle email parlano di una complicità tutto sommato passiva, per quel che riguarda Chavez il discorso cambia di centottanta gradi. Chavez, infatti, viene descritto come il più grande finanziatore delle Farc, quello che ne gestisce l’immagine e anche la liberazione degli ostaggi, Ingrid Betancourt compresa. In Italia, con la sindrome da complotto che abbiamo e che ci divora, lo avremmo definito il “grande vecchio” delle Farc. Se non il vero capo politico.

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